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Concept store: ora la spesa di casa si fa fisicamente in azienda

Un concept store innovativo e automatizzato permette di fare la spesa direttamente in ufficio. Welfare aziendale e customer experience ora si legano per offrire servizi di qualità ai dipendenti.

Le Direzioni HR cercano costantemente nuovi servizi e modalità operative per migliorare le condizioni di lavoro dei propri dipendenti. Non stupisce quindi che si cerchi di intervenire anche sui quei momenti di pausa o extra lavoro per aumentare motivazione e soddisfazione del personale. Può quindi un concept store cambiare radicalmente le abitudini alimentari all’interno di un’azienda e al contempo agevolare i dipendenti consentendo loro di fare fisicamente la spesa in ufficio? Noi di Pro-Meet, che di giornate frenetiche e di cibo sano ce ne intendiamo, crediamo proprio di sì. 

Nel concept store di Foodie’s si trova di tutto

MicroMarket Foodie’s del Gruppo Argenta, nome famoso nel mondo della distribuzione alimentare,  è un retail completo, aperto 24 su 24, che può essere facilmente installato direttamente in azienda. Richiede solo un locale vuoto, una connessione a Internet e logicamente corrente elettrica. Vasto assortimento, pagamento cashless, videosorveglianza sono solo alcune delle caratteristiche di questo nuovo modo di fare retail. Non è richiesto un operatore. Potremmo fare tutto da sole! 

Perfetto per una pausa di lavoro “sana”, grazie alla recente partnership con il noto gruppo EcorNaturaSì, offre sia prodotti freschi, sia confezionati per uno spuntino o per un pranzo/cena ricchi di nutrienti.

Quello che abbiamo particolarmente apprezzato in questa innovativa proposta è la comodità di fare la spesa ogni giorno, in poco tempo, evitando lunghe code e soprattutto limitando lo spreco di cibo. Migliorare il nostro tipo di alimentazione permette di lavorare meglio, di essere più concentrate e produttive. Logico, no? Bravo Foodie’s!

Concept store Cashless
Il pagamento all’interno del concept store Foodie’s avviene cashless. Tutto è automatizzato e richiede solo pochi secondi. Una bella comodità quando si ha poco tempo per la pausa pranzo o prima di scappare a casa con la spesa.

Il menu virtuoso

Il menu di un famoso chef e il Sudafrica, paese che cerca nuove soluzioni per sopravvivere alla siccità che lo colpisce. Ecco gli ingredienti per un viaggio che parla di cucina ma, soprattutto, del nostro bene più prezioso, l’acqua.


Un menu completo di un ristorante quanta acqua richiede, nel suo complesso, per la sua preparazione? Non usiamo il termine
sprecata”, ottimisticamente convinte che ogni goccia debba trovare la sua ragione d’uso, ma sicuramente possiamo immaginare diverse centinaia di litri. Se pensiamo infatti alla pulizia e cottura degli alimenti, quella degli ambienti comuni, l’intensivo uso di lavastoviglie e non ultimi il lavaggio dei tovagliati (anche se spesso dati in outsourcing) capiamo come dietro a un semplice piatto possa esserci un consumo idrico davvero elevato. 

Nel menu poca acqua!

Ma può esistere un menu a ridotto impatto ambientale? Certamente sì, a patto però di rivederne completamente sia la progettazione, sia i servizi necessari alla sua produzione. Non stupisce, quindi, che in luoghi dove l’acqua è tra i beni più preziosi, anche uno chef come Luke Dale Roberts, proprietario del The Test Kitchen” a Cape Town (Sudafrica) cinque volte vincitore del titolo come miglior ristorante del paese, abbia voluto portare avanti il suo progetto personale di risparmio idrico, realizzando un menu e un’ottimizzazione dei servizi davvero unici. 
Interno The Test Kitchen menu
L’interno de “The Test Kitchen” *foto da http://www.thetestkitchen.co.za/
Il menu a cui è stato dato il significativo nome di Drought Kitchen Cucina della Siccità”, è stato ripensato per sottolineare come solo con un’attenta pianificazione e l’impegno di tutti si possa contrastare la calamità che sta colpendo il Western Cape, una delle più popolose e ora più aride, province del Sudafrica. 
Lo Chef Roberts ha realizzato un menu che utilizza solo una minima quantità di acqua per la sua preparazione limitando al massimo l’uso di salse e bolliture. Il nuovo menu di sei portate sarà l’unico a disposizione dei clienti e avrà un costo è di 890 rand, circa 60 euro al cambio attuale, bevande e vino esclusi. Il menu sarà servito su piatti di legno prodotti da artigiani locali, aiutando in tal modo le piccole attività vicine al ristorante. L’uso di materiali compostabili, l’eliminazione di tovaglie e tovaglioli di stoffa, consentiranno di ridurre ulteriormente l’impatto ambientale complessivo. 

Risparmiare acqua nei servizi comuni

Da sole, queste semplici accortezze permettono un sensibile risparmio idrico, riducendo settimanalmente il carico di lavastoviglie e lavanderie di quasi 5000 unità. Per tutelare comunque il posto di lavoro del personale addetto alla lavanderia, ora sovradimensionato, sono stati effettuati corsi di riqualificazione prima di un loro nuovo ricollocamento presso le cucine di altri ristoranti dello Chef Roberts.
Alan Winde, Ministro delle Opportunità Economiche del paese, ha sottolineato come la bontà del progetto di Roberts sia proprio nell’ottimizzazione di tutte le attività a contorno della produzione del menu. Si è voluto infatti rendere virtuose le normali procedure in modo da risparmiare su ogni singolo processo. Non solo quindi l’installazione di rubinetti per il risparmio idrico ma, per esempio, anche pratiche soluzioni per la pulizia dei pavimenti, come il riutilizzo dell’acqua proveniente dai secchielli con il ghiaccio utilizzati per rinfrescare le bevande.   
Bastano poche e semplici accorgimenti per ridurre l’impatto di un evento sull’ambiente. Noi di ProMeet lo facciamo sempre!
La Cucina della Siccità” aprirà ufficialmente i battenti il prossimo 1° aprile e sarà attiva, dal martedì al sabato, fino alla fine di maggio. 
Cogliamo l’occasione per ricordare che ProMeet Eventi collabora con #Siticibo e Banco Alimentare nella lotta allo spreco alimentare.