Tag: cucina

aziendale cucina

Evento aziendale: oltre alla location c’è molto di più!

Organizzare un evento aziendale è un po’ come ottimizzare una ricetta di cucina presa da un libro o da Internet, se siete perfetti digital addicted.

A una prima lettura gli ingredienti sono sempre ben elencati e tutte le procedure sapientemente spiegate passo a passo ma, come per gli eventi, niente è facile come sembra e l’organizzazione di un evento richiede tanta esperienza per amalgamare il tutto in modo perfetto, in modo che ogni “ingrediente” esprima, al momento giusto, il suo massimo sapore.
Vorrei quindi virtualmente mettermi il cappello da Chef e aprire il mio personale ricettario alla pagina l’Evento Perfetto, provando a commentare con voi i passaggi più importanti per un’ottima riuscita.

Scegliere la giusta ricetta: il Progetto

Dopo 30 anni, questa è ancora la fase che più mi emoziona: Ascoltare i bisogni del cliente, comprendere le sue esigenze e consigliarlo, pensare e progettare l’evento; sono fasi impegnative e altrettanto necessarie per partire con il piede giusto. L’agenzia deve affiancare, accompagnare il cliente per trovare, insieme, la migliore soluzione possibile, nel rispetto degli obiettivi, dei destinatari, del budget e dell’identità del brand. Il progetto deve nascere con il cliente e per il cliente, rimanendo rispettoso delle richieste e delle sue caratteristiche peculiari.

Un attrezzo indispensabile: il Contratto

Affidarsi a professionisti vuol dire accettare un contratto. Un contratto che vincoli voi ma, soprattutto l’agenzia, in quanto vostro rappresentante. Rispettare preventivi, tempi e per quanto possibile KPI misurabili e concordati, è una garanzia per il cliente. Le agenzie che non operano in questo modo vi favoriranno forse economicamente, ma vi sentireste allo stesso tempo tutelati? E come si tutela a sua volta l’agenzia? Mettendo a sua volta sotto contratto i fornitori prescelti: comprendere le diverse clausole e richiederne eventualmente la modifica è un lavoro non privo di difficoltà, ma basilare, che richiede tempo e risorse di personale competente.

Amalgamare il tutto: Saper interpretare

La conoscenza dei metodi di lavoro dei diversi fornitori insieme all’esperienza permette di far collaborare insieme realtà che parlano spesso “linguaggi tecnici” molto differenti tra loro. Vi affidate d’altra parte a una società esterna proprio per evitare inutili perdite di tempo, ricevere soluzioni ed evitare inutili complicazioni.

Rispettare le dosi: Etica del lavoro

Credo fortemente che rispettare l’etica sia fondamentale verso i clienti, i fornitori, i dipendenti. Questo permette di dare e, soprattutto, di richiedere e ottenere il massimo da tutti loro. Questo significa anche pagare il giusto e nei tempi stabiliti, non si contratta solo per ottenere il massimo sconto/miglior ribasso ad ogni costo, ma per raggiungere il miglior rapporto qualità/prezzo/risultato: solo così il successo di tutti gli attori – cliente per primo – sarà garantito.

Manca un ingrediente: Niente panico

Non certo ultima, deve essere la capacità di saper affrontare gli eventi inaspettati: ritardi e scioperi possono compromettere la più attenta delle pianificazioni. L’agenzia deve essere sempre in grado di risolvere “al volo” l’impasse. Anche in questo caso esperienza, competenza e autorevolezza devono fondersi per trasmettere sicurezza al cliente. Tutto deve essere risolto con il minor disagio possibile per l’azienda e i suoi ospiti. E, alle volte, occorre improvvisare, come nelle migliori ricette, o meglio, come i migliori chef.

Ingredienti costosi: Rispettare il budget

All’interno della corretta gestione del progetto ci deve essere spazio per il continuo e attento monitoraggio del preventivo. Le variazioni richieste possono comportare ulteriori spese, di cui bisogna tempestivamente avvisare sempre il cliente, stilando preventivi analitici e regolarmente aggiornati.

Ultimo tocco: la Reputazione

Riponendo il cappello da chef, resta ancora una cosa molto importante da sottolineare: la Reputazione. Occorre così tanto impegno per raggiungerla. Citando Warren Buffet “Ci vogliono vent’anni per costruire una reputazione e cinque minuti per rovinarla”. È forse il valore più importante per un brand e a maggior ragione lo è per un’agenzia. Un meeting può essere progettato per offrire svago, riconoscimenti, formazione. Sicuramente è un momento importante per la vostra azienda, non solo una voce di spesa da imputare a fine anno nel budget. La Credibilità di un’agenzia passa per la sua rete di contatti e di collaborazioni, ma anche di valori condivisi con voi clienti. In un’epoca in cui l’empatia e la passione sono tra i valori più richiesti, “inseguite” agenzie che, come voi, condividano identiche visioni della società che vi vede protagonisti. Insieme farete grandi cose!
di Francesca Pezzutto – Pro-Meet, Founder & Managing Director
*Ringraziamo MOPI per lo spazio concessoci

Il menu virtuoso

Il menu di un famoso chef e il Sudafrica, paese che cerca nuove soluzioni per sopravvivere alla siccità che lo colpisce. Ecco gli ingredienti per un viaggio che parla di cucina ma, soprattutto, del nostro bene più prezioso, l’acqua.


Un menu completo di un ristorante quanta acqua richiede, nel suo complesso, per la sua preparazione? Non usiamo il termine
sprecata”, ottimisticamente convinte che ogni goccia debba trovare la sua ragione d’uso, ma sicuramente possiamo immaginare diverse centinaia di litri. Se pensiamo infatti alla pulizia e cottura degli alimenti, quella degli ambienti comuni, l’intensivo uso di lavastoviglie e non ultimi il lavaggio dei tovagliati (anche se spesso dati in outsourcing) capiamo come dietro a un semplice piatto possa esserci un consumo idrico davvero elevato. 

Nel menu poca acqua!

Ma può esistere un menu a ridotto impatto ambientale? Certamente sì, a patto però di rivederne completamente sia la progettazione, sia i servizi necessari alla sua produzione. Non stupisce, quindi, che in luoghi dove l’acqua è tra i beni più preziosi, anche uno chef come Luke Dale Roberts, proprietario del The Test Kitchen” a Cape Town (Sudafrica) cinque volte vincitore del titolo come miglior ristorante del paese, abbia voluto portare avanti il suo progetto personale di risparmio idrico, realizzando un menu e un’ottimizzazione dei servizi davvero unici. 
Interno The Test Kitchen menu
L’interno de “The Test Kitchen” *foto da http://www.thetestkitchen.co.za/
Il menu a cui è stato dato il significativo nome di Drought Kitchen Cucina della Siccità”, è stato ripensato per sottolineare come solo con un’attenta pianificazione e l’impegno di tutti si possa contrastare la calamità che sta colpendo il Western Cape, una delle più popolose e ora più aride, province del Sudafrica. 
Lo Chef Roberts ha realizzato un menu che utilizza solo una minima quantità di acqua per la sua preparazione limitando al massimo l’uso di salse e bolliture. Il nuovo menu di sei portate sarà l’unico a disposizione dei clienti e avrà un costo è di 890 rand, circa 60 euro al cambio attuale, bevande e vino esclusi. Il menu sarà servito su piatti di legno prodotti da artigiani locali, aiutando in tal modo le piccole attività vicine al ristorante. L’uso di materiali compostabili, l’eliminazione di tovaglie e tovaglioli di stoffa, consentiranno di ridurre ulteriormente l’impatto ambientale complessivo. 

Risparmiare acqua nei servizi comuni

Da sole, queste semplici accortezze permettono un sensibile risparmio idrico, riducendo settimanalmente il carico di lavastoviglie e lavanderie di quasi 5000 unità. Per tutelare comunque il posto di lavoro del personale addetto alla lavanderia, ora sovradimensionato, sono stati effettuati corsi di riqualificazione prima di un loro nuovo ricollocamento presso le cucine di altri ristoranti dello Chef Roberts.
Alan Winde, Ministro delle Opportunità Economiche del paese, ha sottolineato come la bontà del progetto di Roberts sia proprio nell’ottimizzazione di tutte le attività a contorno della produzione del menu. Si è voluto infatti rendere virtuose le normali procedure in modo da risparmiare su ogni singolo processo. Non solo quindi l’installazione di rubinetti per il risparmio idrico ma, per esempio, anche pratiche soluzioni per la pulizia dei pavimenti, come il riutilizzo dell’acqua proveniente dai secchielli con il ghiaccio utilizzati per rinfrescare le bevande.   
Bastano poche e semplici accorgimenti per ridurre l’impatto di un evento sull’ambiente. Noi di ProMeet lo facciamo sempre!
La Cucina della Siccità” aprirà ufficialmente i battenti il prossimo 1° aprile e sarà attiva, dal martedì al sabato, fino alla fine di maggio. 
Cogliamo l’occasione per ricordare che ProMeet Eventi collabora con #Siticibo e Banco Alimentare nella lotta allo spreco alimentare.