News

riconoscimento facciale

Riconoscimento facciale: ora sappiamo chi sei 🙂!

Il riconoscimento facciale dal 18 luglio sarà utilizzato negli aeroporti parigini per identificare senza possibilità di errore i passeggeri in arrivo. Ma lo potremo usare anche negli eventi aziendali? Ecco quello che abbiamo scoperto… 

Se il riconoscimento facciale sembrava una tecnologia da fantascienza solo fino a qualche anno fa ora è tra gli “strumenti” più usati nei nostri comportamenti quotidiani. Utilizziamo il riconoscimento facciale per sbloccare in tutta sicurezza il nostro smartphone e ora anche per accedere al profilo Facebook. 

La sicurezza è quindi la parola d’ordine per accelerare tecnologie che di norma avremmo giudicato troppo invasive della nostra privacy. Se la notizia che la Cina si sia dotata di oltre 176 milioni di videocamere di sicurezza su tutto il territorio nazionale, cifra che aumenta del 13% anno su anno (3% il rateo di crescita mondiale), non stupisce che gli aeroporti internazionali siano tra i punti più sorvegliati del pianeta.

Con riconoscimento facciale tempi ridotti di accesso
Con il riconoscimento facciale sarà possibile velocizzare gli accessi riducendo fino a un terzo i tempi necessari.

Riconoscimento facciale: operazioni più veloci

Da metà luglio tutti i passeggeri in arrivo sul territorio francese negli aeroporti di Parigi verranno identificati tramite riconoscimento facciale. L’operazione ridurrà sensibilmente i tempi di sbarco, passando dagli attuali 30 secondi a soli 10 secondi. 

Saranno novanta le postazioni abilitate, favorendo il flusso in uscita di uno degli scali più trafficati al mondo con oltre 110 milioni di passeggeri ogni anno. Più tecnologia, più sicurezza, quindi operazioni più veloci. La formula sembra semplice e immediata. Ma il riconoscimento facciale sarà utilizzato solo per questo? Sembra proprio di no.

Un affare miliardario!

Non molti nei paesi occidentali hanno sentito parlare di Sense Time, una start-up, nata nel 2014 in Cina. Vantando tra i suoi investitori Alibaba, Qualcomm (gigante americano dell’IT) e Dalian Wanda, colosso mondiale del real estate, ha appena raggiunto i 3 miliardi di dollari di finanziamenti. Il suo campo? Facile. Il riconoscimento facciale. Il suo cliente più importante? Scontato. Il governo cinese. 

Sense Time ha avuto accesso a tutti i dati dei cittadini cinesi, consentendo, grazie al riconoscimento facciale, di poter tracciare a breve gli spostamenti dell’intera popolazione. Ha fatto scalpore tra gli addetti della sicurezza mondiale la notizia che un uomo, sospettato di reati economici, sia stato individuato tra una folla di 50 mila persone durante un concerto pop a Nanchang. Il governo cinese stima per questo settore che il volume di affari entro il 2030 sarà di circa 130 miliardi di dollari.

riconoscimento facciale system 2030
Per questo settore il giro di affari entro il 2030 arriverà a 130 miliardi di dollari.

Il futuro è qui

Sempre in Cina, squadre speciali di poliziotti sono già in grado di utilizzare speciali mini telecamere montate sugli occhiali per effettuare screening di massa. Stazioni del metro o ferroviarie anche molto affollate sono terreno di esercitazione per queste nuove tecnologie. Già ora è possibile collegare il volto di un sospetto al suo profilo identificativo e per farlo è bastato inquadrarlo con un semplice movimento della testa. Realtà aumentata e virtuale sono alla base di queste funzioni “poliziesche”. 

La privacy? Qualcosa di ormai superato. Per avere speciali sconti abbiamo fornito i nostri dati identificativi a supermercati, store ed e-commerce. I canali social, smartphone e computer possono riconoscerci mediante il riconoscimento facciale. Non possiamo quindi lamentarci se tra qualche mese verremo riconosciuti per nome e cognome da una vetrina o totem “intelligente” dotato di videocamera. 

riconoscimento facciale marketing
Vetrine digitali e totem “smart”. Basterà fermarsi davanti a una vetrina per essere riconosciuti e raggiunti da offerte e messaggi personalizzati? Sembra proprio di sì.

È il marketing bellezza!

Chiamatelo come preferite biomarketing o marketing emozionale. In ogni caso di tratta di rilevare mediante dispositivi “smart” le nostre reazioni per capire il nostro interesse verso brand e prodotti. La telecamera rileva dal nostro viso stupore, perplessità, interesse. Battiti cardiaci e pulsazioni sono facilmente rilevabili da tecnologie a basso costo. In pochi secondi, saremo riconosciuti, analizzati e la vetrina digitale del negozio cambierà a seconda del nostro umore ed emozioni. Il mondo che ci attende è progettato per riconoscerci e facilitarci la vita quotidiana. Più sicuri, più informati, più veloci. Basta essere consapevoli che la privacy è un lusso che abbiamo perso da tempo.