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riconoscimento facciale

Riconoscimento facciale: ora sappiamo chi sei 🙂!

Il riconoscimento facciale dal 18 luglio sarà utilizzato negli aeroporti parigini per identificare senza possibilità di errore i passeggeri in arrivo. Ma lo potremo usare anche negli eventi aziendali? Ecco quello che abbiamo scoperto… 

Se il riconoscimento facciale sembrava una tecnologia da fantascienza solo fino a qualche anno fa ora è tra gli “strumenti” più usati nei nostri comportamenti quotidiani. Utilizziamo il riconoscimento facciale per sbloccare in tutta sicurezza il nostro smartphone e ora anche per accedere al profilo Facebook. 

La sicurezza è quindi la parola d’ordine per accelerare tecnologie che di norma avremmo giudicato troppo invasive della nostra privacy. Se la notizia che la Cina si sia dotata di oltre 176 milioni di videocamere di sicurezza su tutto il territorio nazionale, cifra che aumenta del 13% anno su anno (3% il rateo di crescita mondiale), non stupisce che gli aeroporti internazionali siano tra i punti più sorvegliati del pianeta.

Con riconoscimento facciale tempi ridotti di accesso
Con il riconoscimento facciale sarà possibile velocizzare gli accessi riducendo fino a un terzo i tempi necessari.

Riconoscimento facciale: operazioni più veloci

Da metà luglio tutti i passeggeri in arrivo sul territorio francese negli aeroporti di Parigi verranno identificati tramite riconoscimento facciale. L’operazione ridurrà sensibilmente i tempi di sbarco, passando dagli attuali 30 secondi a soli 10 secondi. 

Saranno novanta le postazioni abilitate, favorendo il flusso in uscita di uno degli scali più trafficati al mondo con oltre 110 milioni di passeggeri ogni anno. Più tecnologia, più sicurezza, quindi operazioni più veloci. La formula sembra semplice e immediata. Ma il riconoscimento facciale sarà utilizzato solo per questo? Sembra proprio di no.

Un affare miliardario!

Non molti nei paesi occidentali hanno sentito parlare di Sense Time, una start-up, nata nel 2014 in Cina. Vantando tra i suoi investitori Alibaba, Qualcomm (gigante americano dell’IT) e Dalian Wanda, colosso mondiale del real estate, ha appena raggiunto i 3 miliardi di dollari di finanziamenti. Il suo campo? Facile. Il riconoscimento facciale. Il suo cliente più importante? Scontato. Il governo cinese. 

Sense Time ha avuto accesso a tutti i dati dei cittadini cinesi, consentendo, grazie al riconoscimento facciale, di poter tracciare a breve gli spostamenti dell’intera popolazione. Ha fatto scalpore tra gli addetti della sicurezza mondiale la notizia che un uomo, sospettato di reati economici, sia stato individuato tra una folla di 50 mila persone durante un concerto pop a Nanchang. Il governo cinese stima per questo settore che il volume di affari entro il 2030 sarà di circa 130 miliardi di dollari.

riconoscimento facciale system 2030
Per questo settore il giro di affari entro il 2030 arriverà a 130 miliardi di dollari.

Il futuro è qui

Sempre in Cina, squadre speciali di poliziotti sono già in grado di utilizzare speciali mini telecamere montate sugli occhiali per effettuare screening di massa. Stazioni del metro o ferroviarie anche molto affollate sono terreno di esercitazione per queste nuove tecnologie. Già ora è possibile collegare il volto di un sospetto al suo profilo identificativo e per farlo è bastato inquadrarlo con un semplice movimento della testa. Realtà aumentata e virtuale sono alla base di queste funzioni “poliziesche”. 

La privacy? Qualcosa di ormai superato. Per avere speciali sconti abbiamo fornito i nostri dati identificativi a supermercati, store ed e-commerce. I canali social, smartphone e computer possono riconoscerci mediante il riconoscimento facciale. Non possiamo quindi lamentarci se tra qualche mese verremo riconosciuti per nome e cognome da una vetrina o totem “intelligente” dotato di videocamera. 

riconoscimento facciale marketing
Vetrine digitali e totem “smart”. Basterà fermarsi davanti a una vetrina per essere riconosciuti e raggiunti da offerte e messaggi personalizzati? Sembra proprio di sì.

È il marketing bellezza!

Chiamatelo come preferite biomarketing o marketing emozionale. In ogni caso di tratta di rilevare mediante dispositivi “smart” le nostre reazioni per capire il nostro interesse verso brand e prodotti. La telecamera rileva dal nostro viso stupore, perplessità, interesse. Battiti cardiaci e pulsazioni sono facilmente rilevabili da tecnologie a basso costo. In pochi secondi, saremo riconosciuti, analizzati e la vetrina digitale del negozio cambierà a seconda del nostro umore ed emozioni. Il mondo che ci attende è progettato per riconoscerci e facilitarci la vita quotidiana. Più sicuri, più informati, più veloci. Basta essere consapevoli che la privacy è un lusso che abbiamo perso da tempo. 

cover corporate philantropy

Corporate philanthropy: per crescere e condividere sul territorio

Il corporate philanthropy vuole avere un impatto forte, duraturo nella società in cui opera e, soprattutto, vive. Per un’azienda essere utile alla società non deve essere una vocazione, ma un risultato.

Il corporate philanthropy può essere strategico per una società che voglia consolidare e ampliare la propria posizione sul mercato di riferimento. Improvvisazione e non professionalità nelle scelte non devono essere opzioni disponibili. Occorre quindi formare il management affinché possa scegliere, coerentemente con i valori dell’azienda, questo tipo di attività dal forte impatto sociale (outcome), di reputazione e d’immagine.

Corporate philanthropy: staccare un assegno non è più sufficiente

Applicare in un progetto di progresso sociale l’istinto, la tensione e la passione che anima il proprio business. Questo è in estrema sintesi il segreto per il Give Back to the Comunity”. Anche in questo caso occorre stabilire obbiettivi per stabilire e misurare l’impatto benefico sull’ambiente in cui si va ad operare. Un approccio “aziendale” permette altresì di capire se il progetto può essere replicabile, scalabile in altre realtà e quali risorse dovranno essere impegnate. La verifica, soprattutto per le grandi aziende, è parte integrante dell’attività di corporate philanthropy.

corporate philantropy woman

Una “nuova” filantropia

Una maggiore consapevolezza dei problemi economici, sociali e ambientali spinge i nuovi filantropi, spesso giovanissimi, a investire su progetti a lungo periodo, piuttosto che ad agire tramite semplici donazioni. Sostenibilità è il nuovo paradigma che deve essere portato avanti per avere un reale e duraturo impatto sulla realtà che li circonda. 

Si cercano quindi partnership, si creano networking per far confluire in modo continuato e soprattutto mirato fondi e investimenti. Si arriva addirittura a parlare di venture philanthropy, impact investing e social investment. Tecnologia e innovazione sono strumenti ormai di uso comune anche in questo settore, proprio perché quotidianamente impiegati dalla nuova generazione di filantropi.

Scegliere bene il proprio profilo

Parlando di investimenti economici, di risorse umane e soprattutto di tempo, occorre delineare con precisione quale tipo di impatto si vuole avere sul territorio. Occorre quindi formare il “philanthropy advisor” affinché possa guidare l’azienda nella scelta del migliore modello di intervento. All’advisor il compito di selezionare i partner non-profit con cui collaborare, la scelta degli asset aziendali da coinvolgere e il livello di comunicazione per un eventuale, se richiesto, ritorno d’immagine.   

Possiamo sostanzialmente raggruppare in quattro categorie i principali profili di corporate philanthropy: 

  1. Filantropia con donazioni occasionali. Spesso concentrate per brevi periodi su attività locali.
  2. Filantropia a tema sociale. Può coincidere o meno con il business dell’azienda.
  3. Filantropia con effetto leva. Occasionale, ma utilizza competenze dell’azienda stessa.
  4. Filantropia allineata. Fortemente integrata nell’azienda per motivazioni e spirito sociale.
corporate volunteering
Grazie al corporate volunteering molte aziende effettuano attività di team building anche su territori non nazionali. In questo caso appoggiarsi a società con grande esperienza come Pro-Meet è indispensabile.

Corporate Philanthropy: occorre formazione

Come organizzatore di eventi business e b2b ci capita spesso di occuparci di team building e di corporate volunteering. Nel caso specifico di corporate philanthropy ci piace segnalare una realtà, tutta italiana, che da tempo opera con successo in questo settore. 

Dynamo Academy, fondata nel 2010 ed unica Local Authority italiana di CECP (Committee Encouraging Corporate Philanthropy), propone alle aziende un approccio personalizzato con progetti ispirati al modello della Terapia Ricreativa, la base teorico-operativa usata dallo staff Dynamo nelle attività con i bambini con malattie gravi e croniche ospiti di Dynamo Camp a titolo gratuito.

Dynamo Academy ha avviato un progetto di ricerca in collaborazione con SDA Bocconi. Insieme stanno realizzando Giving in Italy” il primo report di ricerca delle donazioni aziendali, che permetterà ai partecipanti di acquisire uno strumento per sviluppare la strategia sociale d’azienda.

dynamo academy corsi
Alcune delle tematiche di consulenza di Dynamo Academy: gestione e valutazione delle donazioni aziendali, engagement e comunicazione interna, strutturazione organizzativa dell’area dedicata alla filantropia.
hotel svart

Hotel a energia positiva: il primo è in Norvegia

Chi non vorrebbe soggiornare in un hotel da sogno sospeso sulle acque di un fiordo norvegese? Il pregio è che sarà anche in grado di produrre, in modo autonomo, più energia del suo fabbisogno.

L’Hotel Svart che prende il nome dall’omonimo ghiacciaio Svartisen sarà costruito poco al di sopra del Circolo Polare Artico, nel nord della Norvegia. Sarà realizzato dalla studio Snøhetta di Oslo, già vincitore di numerosi premi per la realizzazione di edifici e strutture commerciali a basso impatto energetico. Tra i suoi sostenitori e partner anche il noto tour operator norvegese Artic Adventure of Norway.

Hotel pronto nel 2021

Secondo i piani dei progettisti  l’hotel dovrà essere ultimato entro tre anni e sarà altresì in grado di produrre energia in modo autonomo, utilizzando un impianto geotermico per “scambiare” calore con il sottosuolo. Si tratta di una tecnologia impiegata anche in Italia e che vede il Trentino Alto Adige tra le regioni più attive nella sua regolamentazione e utilizzo. Gli impianti geotermici hanno infatti un impatto quasi nullo sull’ambiente circostante con considerevole riduzione delle emissioni di CO2.

Standard Powerhouse: obbiettivo raggiunto!

La scelta di dotare l’hotel di una struttura circolare è nata dall’analisi del comportamento delle radiazioni solari durante un intero anno. Il posizionamento delle ampie finestre quasi a livello del mare consente anche durante le breve giornate artiche di cattura la massima insolazione. L’uso di materiali a bassa “energia incorporata”, ovvero la quantità di energia necessaria a produrre, trasportare, assemblare e sostituire i prodotti necessari alla costruzione dell’edificio, gli consentirà di conseguire la certificazione allo standard Powerhouse, e sarà la struttura realizzata più nord nel mondo secondo questi importati criteri di sostenibilità ambientale. L’hotel sarà in grado di produrre autonomamente l’energia richiesta al suo funzionamento.

hotel panorama circolare
L’Hotel Svart avrà uno sviluppo circolare consentendo a ogni camera di essere raggiunta dalla luce nei vari momenti della giorno artico.

Parola d’ordine: armonia

L’hotel sarà composto da un ampia struttura circolare posata su lunghe palafitte immerse nel freddo mare del nord. L’impressione dalle immagini del progetto è che la struttura, realizzata in legno e vetro, sia quasi priva di peso, naturalmente illuminata dal sole durante tutta la giornata. Il tetto è ricoperto da pannelli solari prodotti in Norvegia. La struttura portante, sospesa sull’acqua consentirà alle barche e ai numerosi kayak di accedere al vasto bacino interno, quasi una piscina privata per i clienti dell’hotel. Una piattaforma a livello del mare costituirà l’unico punto di attracco e di collegamento con i servizi di trasporto via mare. Una navetta anch’essa a basso impatto ambientale fornirà il trasposto dei clienti dalla cittadina di Bodø. 

Progetto legato alla tradizione

Per la progettazione delle stanze, del ristorante e delle terrazze gli architetti si sono ispirati alla cultura e al vernacolo delle regione, e più precisamente al “fiskehjell” una tipica struttura a forma di “A” che viene impiegata per l’essiccazione del pesce e alla “rorbue”, la casa tradizionale utilizzata dai pescatori per la stagione della pesca. Un progetto innovativo, la salvaguardia dell’ambiente, lo studio delle tradizioni e al contempo l’uso sapiente della tecnologia. Come Pro-Meet non vediamo l’ora di organizzare un evento in questo  meraviglioso contesto!  

hotel svart aurora boreale
In perfetta armonia con la natura circostante. Potremo apprezzare il meraviglioso spettacolo dell’aurora boreale direttamente dalla nostra stanza dell’Hotel Svart.
hotel svart struttura
La tipica struttura a palafitte delle case dei pescatori norvegesi caratterizza l’intero progetto di questo innovativo hotel, inclusa una passerella sospesa sulle onde.

Realtà virtuale per valorizzare il tuo evento

Realtà Virtuale e Realtà Aumentata sono le nuove frontiere della tecnologia anche per il mondo degli eventi business. Provare… per credere!

Può la tecnologia rendere unico un evento? Dopo aver sperimentato personalmente, durante il nostro ultimo incontro con Lorenzo Montagna (http://secondstarvr.com), sia la Realtà Virtuale (VR) sia quella Aumentata (AR) crediamo fortemente che la risposta sia ormai obbligatoria. Sì!

Non a caso durante l’incontro è stato coniato il termine MR, Media Reality, a conferma della volontà del team di Secondstar di riunire tecnologia e informazione in un unico, ampio canale comunicativo, in grado di migliorare storytelling e brand experience delle aziende. 

Realtà virtuale: una data storica

Se realtà virtuale e aumentata sono da tempo utilizzate nel mondo del gaming, della formazione e dell’assistenza tecnica, la loro applicazione durante gli eventi business è stata, fino a tempi recenti, più che altro appannaggio di grandi aziende hi-tech. Ricordiamo l’enorme platea di partecipanti all’evento Samsung dello scorso 21 febbraio 2016 a Barcellona per la presentazione dei modelli Galaxy S7, trasmessa attraverso i visori Gear Vr indossati solo” da qualche centinaio di giornalisti invitati. Grazie al software Oculus, acquistato nel 2014 per 2 miliardi di dollari, un istrionico Mark Zuckerberg appena salito sul palco della manifestazione, iniziò a parlare di futuro e di VR, facendo toccare con mano” le enormi potenzialità del suo prodotto di punta, Facebook, in questo campo. Questa data può essere quindi presa come il punto zero degli eventi per VR e AR, ormai sdoganate da quella nicchia di utilizzatori professionali.

 

Realta Virtuale presentazione

La Realtà Virtuale raggiunge il cliente con nuovi servizi digitali

Non stupisce quindi immaginare che a breve (o brevissimo?) saremo coinvolti in reti di servizi raggiungibili solo da queste due tecnologie. Ne è un valido esempio Widiba, banca online, che ha recentemente aperto le prime filiali in sola realtà aumentata. Non a caso sono chiamate Widiba Home, dato che è possibile “entrarvi” stando comodamente seduti sul divano di casa e indossando l’apposito visore per VR.

VR e AR sono quindi prodotti maturi per valorizzare prodotti e servizi per ogni tipologia di azienda, soprattutto durante meeting e presentazioni, eventi di formazione e team building. Grazie ad attività ludico-esperenziali appositamente studiate è possibile aumentare la user experience dei partecipanti. Questo permette loro di immergersi in realtà difficilmente riproponibili all’interno di una sala congressi. 

Affascinate da questo nuovo mondo non potevamo che chiedere al team di Secondstar di affiancarci nella proposta e realizzazione dei nostri prossimi eventi. La sfida è ormai lanciata e noi di ProMeet siamo pronte a raccoglierla. Se volete saperne di più contattateci… vi stupiremo! 

FICO Eataly World – Buona la prima!

Innovare raccontando la tradizione. FICO Eataly World è una delle location più interessanti per presentare aziende e marchi, soprattutto quelli hi-tech come Cambium Networks.

FICO (Fabbrica Italiana Contadina), oltre a essere il parco agroalimentare più grande del mondo, è sicuramente una risorsa nuova e interessante per chi, come noi di ProMeet, organizza eventi aziendali B2B e B2C. L’occasione per fare questa prima e soprattutto felice esperienza ci è stata data da Cambiun Networks, cliente dinamico e tecnologico, in linea perfetta con le caratteristiche del nuovo centro congressi alle porte di Bologna. 

Ingresso Wi-FIco

 

FICO e Cambium Networks: la location perfetta per un marchio hi-tech

L’evento Wi-FIco, dedicato al mondo Enterprise delle soluzioni Wi-Fi (da qui il divertente gioco di parole con l’acronimo FICO), era anche occasione per presentare la strategia di Cambium Networks per il futuro. Argomenti principali, l’analisi sui trend mondiali della tecnologia wireless, novità di prodotto e un approfondimento particolare sui casi di successo dell’azienda. Quello che ci ha favorevolmente impressionate è stata l’ampia disponibilità di spazi. Tutti facilmente configurabili secondo le esigenze di noi organizzatori, ci ha consentito di rimanere fedeli alle richieste del cliente. La sala principale, in grado di ospitare fino a 850 persone, può essere suddivisa in moduli più piccoli, variabili da 2 a 3 a seconda del numero di partecipanti. In questo modo anche per un evento limitato a soli 200/300 unità può essere creata la giusta atmosfera. 


Quando lo spazio serve a raccontare

Davvero ottimo lo spazio offerto dal foyer esterno di oltre 1000 mq, messoci a disposizione per l’accoglienza, l’angolo esposizione prodotti e il classico coffee break. L’ampia superficie consente di ricevere con grande comodità i partecipanti, creando al contempo un luogo di primo incontro dinamico e informale.   

 

Ricordiamo che FICO è il nuovo parco di Eataly, inaugurato a fine 2017 alle porte di Bologna. Vetrina di eccellenza per l’enogastronomia italiana, FICO racchiude 40 luoghi di ristoro differenti, chioschi e bar.

Tra i più noti ristoranti ricordiamo:

  • le Soste di Enrico Bartolini (ristorante stellato)
    il Ristorante del tartufo di Urbani
    (con annessa tartufaia di 500mq)
    il Ristorante del Pesce di Guido da Rimini
    (stellato)
    l’Osteria dei Borghi più belli d’Italia
    La Pasta de La Dispensa di Amerigo
    (stellato) 

Serre, agrumeti, vigneti, uliveti sono solo alcune delle attrazioni ma soprattutto delle meraviglie a testimonianza della biodiversità italiana.  

Felici dell’accoglienza e della professionalità dello staff di FICO non possiamo che augurarci di tornare presto con un nuovo cliente. Magari puoi essere tu! 

Il menu virtuoso

Il menu di un famoso chef e il Sudafrica, paese che cerca nuove soluzioni per sopravvivere alla siccità che lo colpisce. Ecco gli ingredienti per un viaggio che parla di cucina ma, soprattutto, del nostro bene più prezioso, l’acqua.


Un menu completo di un ristorante quanta acqua richiede, nel suo complesso, per la sua preparazione? Non usiamo il termine
sprecata”, ottimisticamente convinte che ogni goccia debba trovare la sua ragione d’uso, ma sicuramente possiamo immaginare diverse centinaia di litri. Se pensiamo infatti alla pulizia e cottura degli alimenti, quella degli ambienti comuni, l’intensivo uso di lavastoviglie e non ultimi il lavaggio dei tovagliati (anche se spesso dati in outsourcing) capiamo come dietro a un semplice piatto possa esserci un consumo idrico davvero elevato. 

Nel menu poca acqua!

Ma può esistere un menu a ridotto impatto ambientale? Certamente sì, a patto però di rivederne completamente sia la progettazione, sia i servizi necessari alla sua produzione. Non stupisce, quindi, che in luoghi dove l’acqua è tra i beni più preziosi, anche uno chef come Luke Dale Roberts, proprietario del The Test Kitchen” a Cape Town (Sudafrica) cinque volte vincitore del titolo come miglior ristorante del paese, abbia voluto portare avanti il suo progetto personale di risparmio idrico, realizzando un menu e un’ottimizzazione dei servizi davvero unici. 
Interno The Test Kitchen menu
L’interno de “The Test Kitchen” *foto da http://www.thetestkitchen.co.za/
Il menu a cui è stato dato il significativo nome di Drought Kitchen Cucina della Siccità”, è stato ripensato per sottolineare come solo con un’attenta pianificazione e l’impegno di tutti si possa contrastare la calamità che sta colpendo il Western Cape, una delle più popolose e ora più aride, province del Sudafrica. 
Lo Chef Roberts ha realizzato un menu che utilizza solo una minima quantità di acqua per la sua preparazione limitando al massimo l’uso di salse e bolliture. Il nuovo menu di sei portate sarà l’unico a disposizione dei clienti e avrà un costo è di 890 rand, circa 60 euro al cambio attuale, bevande e vino esclusi. Il menu sarà servito su piatti di legno prodotti da artigiani locali, aiutando in tal modo le piccole attività vicine al ristorante. L’uso di materiali compostabili, l’eliminazione di tovaglie e tovaglioli di stoffa, consentiranno di ridurre ulteriormente l’impatto ambientale complessivo. 

Risparmiare acqua nei servizi comuni

Da sole, queste semplici accortezze permettono un sensibile risparmio idrico, riducendo settimanalmente il carico di lavastoviglie e lavanderie di quasi 5000 unità. Per tutelare comunque il posto di lavoro del personale addetto alla lavanderia, ora sovradimensionato, sono stati effettuati corsi di riqualificazione prima di un loro nuovo ricollocamento presso le cucine di altri ristoranti dello Chef Roberts.
Alan Winde, Ministro delle Opportunità Economiche del paese, ha sottolineato come la bontà del progetto di Roberts sia proprio nell’ottimizzazione di tutte le attività a contorno della produzione del menu. Si è voluto infatti rendere virtuose le normali procedure in modo da risparmiare su ogni singolo processo. Non solo quindi l’installazione di rubinetti per il risparmio idrico ma, per esempio, anche pratiche soluzioni per la pulizia dei pavimenti, come il riutilizzo dell’acqua proveniente dai secchielli con il ghiaccio utilizzati per rinfrescare le bevande.   
Bastano poche e semplici accorgimenti per ridurre l’impatto di un evento sull’ambiente. Noi di ProMeet lo facciamo sempre!
La Cucina della Siccità” aprirà ufficialmente i battenti il prossimo 1° aprile e sarà attiva, dal martedì al sabato, fino alla fine di maggio. 
Cogliamo l’occasione per ricordare che ProMeet Eventi collabora con #Siticibo e Banco Alimentare nella lotta allo spreco alimentare. 

Le motivazioni contano. Sempre.

Tra le varie tipologie di eventi, quelli dedicati alle forza vendita sono sicuramente tra i più delicati. Si tratta spesso di incontri tra professionisti provenienti da paesi o regioni differenti in cui vengono a confrontarsi lingue, abitudini, mentalità anche molto diverse tra loro. Occorre quindi ricreare un ambiente immersivo e allo stesso tempo stimolante che faciliti lo scambio di idee, esperienze e motivazioni.
In modo particolare se il cliente appartiene al mondo del fashion come TiGi, l’evento deve saper trasmettere quell’atmosfera creativa che si respira all’interno del mondo degli hair stylist.

Nuove motivazioni: formare, stimolare, incoraggiare

In accordo con il cliente abbiamo quindi voluto ricreare alcuni elementi caratteristici di un salone TiGi in modo da rafforzare ogni singolo concetto espresso dagli speaker durante le sessioni. Non a caso uno degli slogan del brand è “conoscere le regole per poterle infrangere”. Conoscere quindi l’ambiente in cui lavorano i collaboratori TiGi è estremamente importante per una forza vendita che può sfruttare a proprio vantaggio un’altissima qualità dei propri prodotti, una community internazionale in forte espansione e team creativi ricchi di motivazioni e attenti alla formazione del personale.

ferri mestiere motivazioni
I “ferri del mestiere” di un professionista TiGi. Lavorare con materiali di qualità permette di elevare i propri standard professionali e trovare sempre nuove motivazioni.
sala attrezzata TiGi
Manca solo un volontario per la sedia da barbiere. Qualcuno disponibile? Ok è ancora troppo presto ma a breve la sala sarà piena così come l’attenzione per i nuovi prodotti a catalogo TiGi.

L’attenzione per il cliente…

… passa anche per un lieto risveglio. Per questo motivo abbiamo prenotato solo camere che fossero rivolte a est in modo da svegliare con il bel sole di Roma tutti gli ospiti dell’evento TiGi per l’intera durata del loro soggiorno. Per trovare nuove motivazioni occorre iniziare la giornata con il piede giusto e un raggio di sole. ProMeet fa miracoli quando si parla di problem solving. Sorprendentemente l’Hotel Selene è stata una “base operativa” perfetta, anche grazie alla cucina dello Chef Raffaele Lenti che ci ha deliziato con le sue creazioni, in completa armonia con la creatività del team TiGi. Anche in cucina ci vogliono grandi motivazioni per raggiungere grandi risultati.

pass Raffaele Lenti
Il pass per il paradiso culinario dello Chef Raffaele Lenti.

Il cambiamento: guidarlo o esserne guidati

L’evento TIGi si è concluso con una esplorazione sui temi del cambiamento che abbiamo voluto affidare a Raffaele Ciardulli, un public speaker che innesta la propria attività di consulente, formatore ed ICF Coach su di una lunga esperienza di marketing maturata in strutturate multinazionali (come potrete scoprire nel suo profilo LinkedIn che troverete qui).

Alla fine del suo intervento gli abbiamo posto alcune domanda sui fattori che stanno modificando i rapporti di lavoro all’interno delle aziende. Le sue risposte evidenziano come le aziende che stanno investendo sulla formazione, sul rafforzamento della coesione interna, sulla costruzione di una emotional experience dei Clienti interni, acquisiscano, nel breve tempo, un vantaggio competitivo difficilmente colmabile dai propri concorrenti.

platea attenta
Una platea attenta è un ottimo inizio anche per il più esperto degli speaker.

ProMeetCiardulli, nella sua veste di coach rileva che “cambiare costa fatica, ancor più che soldi. Non cambiare costa di più”. I manager delle aziende italiane sono finalmente pronti al cambiamento?

RC – Cambiare non è una scelta: tutto ciò che ha vita cambia ma il cambiamento può essere subito o affrontato attivamente. Per affrontarlo attivamente, bisogna avere una ”visione”.
Non si può certo generalizzare ma mi sembra che la consapevolezza dell’impossibilità di ingabbiare il tempo negli schemi del passato sia largamente diffusa.
Forse però non sempre c’è la capacità (o il tempo ? o la libertà ?) di immaginare e costruire nuovi canali all’interno dei quali far scorrere il tempo del presente e quello del futuro. Per questo ci vogliono idee chiare ; al management di TiGi non mancano certo.

ProMeet – Smart working e lavoro mobile. Molto deve essere ancora fatto soprattutto in termini di formazione e coaching del management per affrontare queste nuove sfide. Quali sono le principali difficoltà che i manager incontrano in questo profondo cambiamento del mondo del lavoro?

RC – E’ un tabù difficile da far cadere. Io stesso lavoro tanto da casa ma ho qualche resistenza a dirlo ai Clienti. Siamo cresciuti coltivando la differenza tra tempo e luoghi del lavoro e tempi e luoghi del privato. E i “professionisti di successo” erano quelli che sacrificavano il secondo al primo. Ricostruire una nuova armonia tra i tempi ed i luoghi non è semplice. Possiamo fidarci? Possiamo imparare a misurare la qualità dai risultati e non dal tempo impiegato? Possiamo riuscire a mantenere una dose adeguata di socialità anche da remoto ? Anche il tempo/luogo dell’evento è difficile da gestire. Come può essere lavoro se è lontano dai luoghi del lavoro, se è lontano dalla scansione rigida degli orari di lavoro? Il rischio è che, negli eventi, le sessioni di lavoro siano percepite come l’arido intermezzo tra gradevoli momenti di svago.
La soluzione è forse nella progettazione di eventi che siano momenti di rifondazione dell’accordo tra impresa e collaboratori, momenti di valorizzazione di una visione comune, di esplicitazione di un patto che si manifesta in concreti programmi, in pragmatiche azioni.
L’identificazione del tema e la coerenza con il tema di tutte le parti dell’evento (anche quelle di svago) diventa quindi capitale per il successo dell’evento.

speaker Raffaele Ciardulli
Uscire dalla propria comfort zone è obbligatorio per ognuno di noi se vogliamo che qualcosa di magico succeda nella nostra vita professionale… ma vale anche per quella privata. Grazie Ciardulli!

Capitale umano: finalmente torna centrale

ProMeetFinalmente si sta cercando nelle aziende di sviluppare il capitale umano a disposizione. È stata superata la paura che un dipendente formato possa poi più facilmente cambiare posto di lavoro?
RC – Il vero rischio non è quello di perdere bravi collaboratori dopo averli formati, il vero rischio è pagare dipendenti inadeguati per non averli formati. Ma anche questa consapevolezza richiede una visione dell’impresa e del suo valore immateriale che scardini concetti ed abitudini nati negli opifici di due secoli fa. E questo non è facile.

ProMeetI dipendenti delle aziende sono sempre più spesso visti come i primi testimonial dell’azienda medesima, soprattutto sui canali social. I casi più eclatanti sono le pubblicità di Divani&Divani, e quello meno positivo della direttrice di Intesa Sanpaolo. Non è però possibile inventarsi “comunicatori” dalla notte al giorno e i rischi per le aziende possono essere molti. Quale consigli può dare a un’azienda che voglia “formare” il proprio personale in questa direzione?

RC – Ogni Impresa è un sistema di valori in azione. Quali che siano, dal rampantismo neo-yuppista del “Milanese Imbruttito”, al capitalismo umanista dell’artigiano del lusso umbro. Quando questi valori non vengono riconosciuti, non vengono esplicitati, non vengono condivisi nel concreto non vengono agiti con coerenza, è impossibile che vengano efficacemente rappresentati all’esterno da tutti gli attori dell’impresa.
Non si tratta (solo) di tecniche di comunicazione, non si tratta (solo) di “come dirlo”, ma di “cosa sentire” per poterlo raccontare con efficacia. Per riprendere il tema degli eventi, questi possono essere degli eccellenti momenti per fondare o rifondare la coesione aziendale su questi valori comuni.

 

 

Lisbona mini cars

Lisbona: avventure con il sorriso

Un evento organizzato da ProMeet si distingue per due caratteristiche fondamentali: raggiunge sempre gli obiettivi prefissati dal cliente e rimane indelebile nei ricordi dei suoi partecipanti. Un esempio? Seguiteci in questa nuova avventura, durata ben cinque giorni, in terra portoghese. 

Lisbona da una diversa prospettiva

Nel marketing si parla di User Experience (UX) una definizione che nel mondo degli eventi potrebbe essere tradotto, in modo meno rigido, con… rendiamo unico questo ricordo”. Per cominciare abbiamo voluto spostare” i 65 partecipanti tra le strette vie di Lisbona con piccole e maneggevoli mini cars, perfette per ammirare una delle città più affascinanti del mondo da un’altra e insolita prospettiva. Il simpatico serpentone” giallo si è ben presto messo in moto rallegrando con il suo colore sgargiante alcune delle zone più belle e tipiche della capitale lusitana.  

Per Lisbona a bordo di minicars
Pronti, partenza… via! Eccoci “sfrecciare” per le vie di Lisbona a bordo delle nostre mini cars.
Sintra una meraviglia di colori 
Volendoci allontanare dalle tradizionali visite by bus” abbiamo preferito far raggiungere ai nostri ospiti, la successiva meta dell’evento, con mezzi e tramite un percorso davvero poco convenzionali. Sintra, una delle location più romantiche del Portogallo, è una splendida cittadina fortificata arroccata su un’alta rupe in mezzo ai boschi. Quale migliore occasione, quindi, per sperimentare un po’ di fuoristrada a bordo di jeep? Detto, fatto! Per nostra fortuna l’escursione fuori porta” si è altresì ammantata di una magica atmosfera, grazie alla nebbia mattutina tra i boschi che circondano la rupe. Sintra, si è poi manifestata ai nostri occhi per tutta la sua bellezza, sotto a un meraviglioso sole.    
In Jeep per Sintra
Voglia di avventura anche di prima mattina? Il pollice alzato è la risposta!

 

La strada per Sintra
Un bosco immerso nella nebbia mattutina è un luogo magico che ha reso ancora più particolare questa parte della nostra avventura portoghese.

 

Non il solito Fado

Chiunque visiti Lisbona porta via da questa città un ricordo unico, personale e privato. Può essere uno scorcio, un piatto, un profumo. Questa emozione a distanza di anni può essere rinnovata per caso ascoltando la dolce e ineguagliabile melodia del Fado. Volendo allontanarci da consueti circuiti turistici abbiamo selezionato uno dei più esclusivi e storici locali di Lisbona, Sr Vinho, una vera icona tra gli appassionati di questo genere musicale. Il giorno successivo è stato bello perdersi tra i sapori dei tradizionali dolci della cucina portoghese in uno degli scorci storici di Lisbona la freguesia” di Santa Maria de Belém. Caratterizzata dalla Torre di Betlemme (Belém appunto), patrimonio dell’Unesco, è luogo tradizionale d’incontro per chi voglia degustare il più famoso dolce di Lisbona, le pasteis de nata, budini di pasta sfoglia alla crema spolverati da cannella e zucchero a velo. Le simpatiche hostess hanno accolto gli ospiti al loro arrivo sulle sponde del Tago con un dolcissimo sorriso e altrettanti invoglianti vassoi pieni di dolci. 
Lisbona benvenuto con dolci
Impossibile resistere a un benvenuto così! Lisbona sa sempre come rendere dolcissima una giornata.
Lisbona Belém dolci
Calma, calma. Ce n’è per tutti! Impossibile resistere ai pasteis de nata!

 

Una città tra fiume e oceano

Impossibile non chiudere in bellezza questo emozionante viaggio se non con una cena sulle magiche sponde del Tago. Il fiume, formando il suo estuario proprio dinnanzi a Lisbona, raccoglie quasi simbolicamente le emozioni dei suoi abitanti prima di riversale nell’oceano. Emozioni e desideri da sempre narrati in modo sublime dai cantanti di Fado. La cena doveva quindi avere una location particolare, motivo per cui abbiamo scelto i locali nati all’interno dei vecchi magazzini portuali, direttamente sulle sponde del Tago, con la splendida vista del ponte Vasco de Gama sullo sfondo.   

Evento ProMeet come ti sposto l’ospite

Volendo simpaticamente riassumere, abbiamo fatto scoprire le meraviglie di Lisbona così:
  • visitata parte della città a bordo di mini cars
  • utilizzati tuk tuk per spostarci rapidamente tra un appuntamento e l’altro
  • ci siamo arrampicati” per le strette vie della città su due tipici tram lisbonesi a noi riservati
  • escursione alle pendici di Sintra a bordo di jeep tra boschi e sterrati
  • dolce e romantica navigazione sul Tago  
Lisbona Tram
Molto “milanesi” questi tipici tram di Lisbona, ma indispensabili per apprezzare il fascino di questa città.

Problem solving: più spazio all’evento

Il problem solving, nel mondo degli organizzatori di eventi, è l’arte di risolvere un’emergenza con creatività, tempestività e un immancabile sorriso. 

Anche la migliore struttura alberghiera spesso non offra quello di cui abbiamo davvero bisogno. Può capitare che un panorama mozzafiato, una sala convegni super accessoriata, un hotel con il massimo confort, richiedano comunque un intervento creativo (problem solving appunto) per adattare gli spazi alle esigenze dell’evento, permettendo così all’organizzazione di soddisfare pienamente le richieste del cliente. 

Condivisione e coinvolgimento 
Un’ottimizzazione degli spazi durante un evento consente di concentrare le energie dei partecipanti allo scopo primario della riunione. Ambienti anche prestigiosi ma troppo vasti o, al contrario, troppo ridotti, possono creare condizioni ambientali non ottimali, vanificando anche il migliore degli speech. Per questo motivo Pro-Meet da sempre si avvale di professionisti e creativi che possono rendere l’evento tailor made” sulle esigenze del cliente. Con la collaborazione dei responsabili della location possiamo infatti, riprogettare e armonizzare gli spazi per ottimizzare il riutilizzo degli stessi ambienti adattandoli alle necessità dell’evento.  
sala ristorante prima
La sala ristorante del Rosa Marina Resort prima dell’intervento di suddivisione e allestimento.
sala ristorante dopo
La divisione della sala ristorante ha permesso di ricavare due sale più piccole ma completamente attrezzate per le esigenze del cliente.
Regola Uno: rimboccarsi le maniche!
Un valido esempio di problem solving degli spazi è avvenuto durante l’organizzazione di un evento per una nota casa farmaceutica, nella splendida cornice di Ostuni, protagonista  il Rosa Marina Resort. Sebbene la struttura potesse ospitare per la sessione plenaria del primo giorno in modo ottimale i 200 partecipanti (sala Gastone capienza 350 persone), le esigenze del cliente, per i due giorni successivi, richiedevano un radicale intervento. Ci veniva infatti richiesto di allestire 16 sale da 12 partecipanti l’una, per altrettante sessioni in contemporanea. Non disponendo il resort di così tante sale riunioni abbiamo, grazie al completo supporto della direzione, ripensato completamente spazi e necessari allestimenti. Sono stati quindi appositamente realizzati tendaggi pesanti, pareti e pannelli insonorizzanti, suddividendo gli spazi comuni più grandi in 4 sale perfettamente attrezzate per le sessioni di training, e riallestite 9 suite del resort. 
problem solving prima boutique
L’ampia sala prospicente la boutique del resort era perfetta per un ripensamento degli spazi.
problem solving Saletta Boutique 1
Dei pannelli removibili hanno permesso di rendere più intima la sala grande e insonorizzarla per ottimizzare l’ascolto dello speech.
L’intervento sugli spazi ha così permesso: 
  • creazione e allestimento di 16 salette da 12/15 persona ognuna 
  • ottimizzazione sonora degli ambienti
Il lavoro di squadra ha come sempre premiato, regalandoci completa soddisfazione del cliente. Nulla però sarebbe stato possibile se la direzione non avesse accolto le nostre richieste, offrendoci un supporto logistico e operativo completo, considerando le nostre richieste un investimento interno (senza addebito alcuno al cliente) ed una nuova sfida, capace di creare un volano per attrarre nuovi clienti del segmento business e MICE. La loro lungimiranza è già stata premiata con l’acquisizione di una convention con caratteristiche simili, che si terrà a breve. Da parte nostra un sentito grazie per la disponibilità!
Se vuoi scoprire un altro caso di problem solving di Pro-Meet fai clic qui

 

problem solving PRIMA Saletta TV
La sala TV era un ottimo spazio di partenza per ricavare ambienti più piccoli. Bastavano solo qualche parete mobile e dei tendaggi.
problem solving DOPO Saletta TV 1
In poche ore è stato possibile creare da zero e attrezzare ben 16 ambienti secondo le specifiche esigenze del cliente.

L’evento nell’evento: con la tecnologia si può

Uno dei momenti più delicati da gestire durante l’organizzazione di un evento è la parte che segue l’intervento principale dello speaker. Di norma il livello di attenzione cala e gli ospiti spesso pensano già all’eventuale coffee break piuttosto che alla sezione Q&A, sempre desiderata dal cliente per misurare il gradimento dello speech. Nasce quindi l’esigenza di introdurre nuove formule che possano aggiungere all’intervento principale quella nota di interattività ormai presente in ogni momento della nostra vita professionale e privata: l’uso di smartphone e tablet.

Evento aperto: Twitter per misurare l’engagement

È sempre più facile trovare durante un evento/conferenza la possibilità di dialogare in modo “diretto” con l’azienda ospitante tramite canali social, Facebook e Twitter, su tutti. Quest’ultimo in particolare per l’elevata velocità di pubblicazione e di lettura si presta a veloci scambi di opinioni/domande con lo speaker o comunque con la struttura al suo seguito. L’# è diventato un modo semplice per interagire con il brand, i suoi follower, ma soprattutto offre la possibilità di essere misurato durante e alle fine della manifestazione. La creazione di un hashtag facilmente condivisibile (i più corti e accattivanti raggiungono un maggiore engagement) consente di continuare la “conversazione” con i partecipanti anche dopo il termine dell’evento.

Evento chiuso: meglio una piattaforma ad hoc

Come Pro-Meet ci troviamo spesso nell’esigenza di dover organizzare eventi “blindati”. Gli argomenti trattati, per esempio un lancio di nuovi prodotti alla forza vendita o le notizie riguardo la fusione di due aziende, devono spesso rimanere all’interno della ristretta cerchia dei partecipanti. Dovendo incontrare le esigenze del cliente che richiede un elevato grado di interattività con la sala preferiamo proporre una soluzione tecnologica “chiusa” ma non per questo meno performante e misurabile.

tablet evento
Su ogni dispositivo è possibile visualizzare i materiali dell’evento, video streaming, slide, form.
piattaforma interattiva
Grazie alla piattaforma realizzata ad hoc per l’evento l’interattività durante la presentazione è garantita.

E-Tile: interazione diretta

E-TILE, sviluppata dall’italiana Tanis, è una piattaforma quanto mai flessibile. Perfetta sia nell’agevolare l’esposizione di materiali durante la presentazione dello speaker, sia nel consentire uno scambio di informazioni bidirezionale con la sala. L’impiego di tablet wireless (personali o forniti dalla struttura organizzativa) permette ai partecipanti il massimo grado di mobilità all’interno della sala del convegno. La possibilità di formare anche gruppi di lavoro e discussione variabili per numero di partecipanti permette una forma nuova di interazione con lo speaker, ponendo domande o rispondendo a questionari in tempo reale. Questo tipo di interattività consente anche attività di team building mirato, per esempio, solo ad alcuni partecipanti o gruppi. Dalla console centrale è poi possibile inviare a schermi presenti anche in sale diverse i materiali della conferenza. L’accesso facilitato a biografie e agende dei lavori, così come video, slide e form, permette agli spettatori il massimo grado di interazione con l’evento.

domande e risposte
È possibile inviare domande allo speaker o al chairman così come consultare l’agenda dell’evento.
domanda speaker
Votare un questionario o rispondere in modo interattivo a una domanda è facile come premere un bottone!

Evento misurabile e riduzione dei costi

Le funzioni avanzate della piattaforma consentono tra l’altro di misurare non solo il numero di accessi ma anche il grado di interattività dei partecipanti. È possibile inserire sponsor dell’evento e personalizzare in modo completo l’interfaccia per adattarsi alle esigenze del cliente. L’utilizzo di dispositivi digitali permette anche una forte riduzione della spesa dei materiali cartacei a corredo dell’evento, così come il numero di hostess a supporto nella sala e di addetti ai microfoni. Pro-Meet è da sempre alla ricerca dei migliori partner per soddisfare le esigenze dei clienti e dei loro ospiti. Con Tanis crediamo, anzi ne siamo sicure, abbiamo fatto centro!

e-lite brand loghi
La piattaforma E-Tile è personalizzabile con il logo del brand, banner di eventuali sponsor e lingua.
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