
Un caso di eccellenza italiana che ha scosso anche l'Unione Europea. Su internet l'Europa chiede ai cittadini come agire per eliminare i sacchetti di plastica.
Come già accaduto per il divieto di fumo nei locali pubblici, ancora una volta è l’Italia a dare il buon esempio.
Da quando sono stati vietati nei negozi, i sacchetti di plastica non se ne vedono più, a meno che non siano bio. Un comportamento virtuoso che distingue il nostro paese e ne sottolinea l’attenzione all’ambiente e alle risorse ittiche. Sì, perché come ha denunciato Legambiente, nel Mediterraneo galleggiano circa 500 tonnellate di rifiuti plastici che minacciano il “popolo del mare” con il rischio di ingestione o di rimanervi intrappolati.
Seguendo l’esempio italiano, anche l’Unione Europea sta riflettendo sulla decisione di abbandonare le borse di plastica. «L'Italia ha aperto la strada a questa riflessione - ha riconosciuto Joe Hennon, portavoce del commissario all’ambiente, Janez Potocnik - dopo che la legge è stata portata, nel marzo scorso, all'attenzione del Consiglio dei ministri dell'ambiente dell'Ue».
Nonostante gli atteggiamenti sociali stiano mutando e l'attenzione all'ambiente sia aumentata, non sarà facile attuare il cambiamento, considerando che la diffusione dei sacchetti di plastica in Europa è capillare: ogni anno, i cittadini dell'Unione consumano in media 500 buste per un volume che, nel 2008, ha raggiunto i 3,4 milioni di tonnellate.
La soluzione proposta dal commissario all’ambiente, Janez Potocnik, è una consultazione su internet, che rimarrà aperta fino al prossimo agosto, tramite cui si chiederà direttamente ai cittadini di suggerire una possibile soluzione: «Abbiamo bisogno dei pareri del maggior numero di persone, in quanto stiamo valutando tutte le possibilità » ha dichiarato.
Le possibilità saranno diverse: far pagare le buste di plastica, sottoporle a un’imposta oppure vietarne l’uso in tutta l’Ue. Inoltre, sul sito verrà chiesto anche come dare più visibilità agli imballaggi veramente biodegradabili.
Soddisfatti anche Legambiente e il Ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, che ha dichiarato: «L’Italia, primo paese europeo “plastic bag free” ha fatto da battistrada, da avanguardia in questo campo».







