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Corporate volunteering e soft skills: le nuove frontiere del team building

Il corporate volunteering è un’attività di team building che sempre più aziende richiedono in modo spontaneo. Si tratta di un passo importante, che evidenzia come le aziende, spesso multinazionali ma più recentemente anche PMI, abbiano il desiderio di influire in modo positivo sulle realtà che le circondano, siano esse locali o, come in questo casto, internazionali.

Soft skills: sempre più importanti

Le aziende che scelgono il corporate volunteering sono altresì tese a valorizzare queste attività come momenti di formazione, soprattutto in ambito soft skill. Capacità di relazionarsi con l’ambiente esterno, sviluppo di sinergie, creatività nel pensare fuori dagli schemi sono tutte skill sempre più analizzate e ricercate da HR e management. Si cerca quindi di sviluppare nei propri manager capacità trasversali utili per affrontare in modo dinamico sfide sempre nuove e diverse. Il volontariato aziendale permette quindi di creare modelli di crescita più personali, slegandosi dagli obiettivi puramente numerici di norma richiesti.

Corporate volunteering con AkzoNobel

Abbiamo affiancato 160 manager della multinazionale olandese AkzoNobel per quattro giorni dell’EMEA Sales Meeting, e il momento di corporate volunteering è stato sicuramente tra le note più positive di questo loro importante evento in Italia. Ma lo spirito di volontariato che anima AkzoNobel è una scelta che parte dal 2014 con l’iniziativa #HumanCities, volta a migliorare, “energizzare e rigenerare” comunità in difficoltà in ogni parte del mondo.

Ecco gli #HumanCities di AkzoNotel al lavoro. Presto il giardino di Casa Suraya sarà pronto.
Anche il magazzino ha bisogno di una sistemata. Niente paura c’è lo “squadrone azzurro” all’opera!
Impegno, organizzazione, volontà. Cambiare un piccolo pezzo di mondo per migliorare la vita di molti.

Un mondo che chiede aiuto

La scelta del cliente è stata fin da subito precisa e coinvolgente sia sotto l’aspetto emotivo, sia sotto quello organizzativo: aiutare concretamente due progetti nati nella città di Milano, Casa Suraya e casa Sant’Anna. Casa Suraya, che prende il nome dalla prima bambina nata a Milano da una famiglia di profughi siriani, è una struttura di prima accoglienza che ospita i migranti in transito a Milano. Per capire l’importanza del progetto basta analizzare le cifre. Dall’inizio dell’emergenza profughi a fine 2015 sono oltre 12 mila le persone accolte, di cui il 40% minori e moltissimi di questi neonati. La struttura offre ospitalità temporanea ad adulti e bambini, vitto, distribuzione di prodotti per l’igiene personale, assistenza sanitaria e giuridica. Per i richiedenti asilo, vengono attivati percorsi socio educativi con formazione linguistica e professionale, assistenza amministrativa. Casa Sant’Anna, situata sempre all’interno della medesima struttura che ospita Casa Suraya e gestita dall’Istituto delle Suore della Riparazione, è un rifugio per giovani donne dai 14 ai 19 anni in gravi difficoltà familiari.

Sembra facile… qui ci vuole team building anche se ci sono le istruzioni! Siamo qui anche per questo, no?

La forza di 300 braccia

L’empatia dimostrata dal team di AkzoNobel nei riguardi di questi due progetti ha fatto la differenza. Il lavoro dello “squadrone azzurro” ha portato ben presto a significativi cambiamenti all’interno delle due strutture, valorizzando il parco giochi interno e riorganizzando il magazzino. I manager hanno svolto attività di giardinaggio, montaggio dei mobili donati dall’azienda stessa, pulizia e sgombero dei materiali inutili. Le oltre 120 persone che ogni giorno abitano Casa Suraya e Casa Sant’Anna saranno ora in grado di vivere gli ambienti a loro disposizione in modo più funzionale e sicuramente più piacevole.

Cosa ha fatto la differenza? Lo spirito di squadra e il loro sorriso. Questo è #HumanCities!
Per ovvi motivi non abbiamo inquadrato il viso di questa bambina. Ma vi assicuriamo che il suo sorriso ha ripagato i volontari di ogni loro sforzo.

Un catering particolare

La giornata si è poi conclusa con uno speciale aperitivo organizzato da M’ama Food, un progetto nato dalla Cooperativa Farsi Prossimo, che vede coinvolte le donne del centro e la loro fantastica capacità di reinventare, in chiave mediterranea, le ricette dei rispettivi paesi di provenienza. Il cibo, anche in questo caso, è diventato un mezzo per unire culture ed esperienze tra loro molto diverse. L’obiettivo finale è sempre quello di ridare dignità e lavoro a donne in grave difficoltà economica e sociale, spesso con bambini in tenera età al seguito.

Come sempre abbiamo attivato Siticibo e Banco Alimentare a supporto di tutte le attività di catering svolte durante i quattro giorni di eventi con AkzoNobel.

Finalmente si mangia! L’aperitivo di M’ama Food è di quelli che non si dimenticano per varietà e bontà!