Mese: maggio 2018

riconoscimento facciale

Riconoscimento facciale: ora sappiamo chi sei 🙂!

Il riconoscimento facciale dal 18 luglio sarà utilizzato negli aeroporti parigini per identificare senza possibilità di errore i passeggeri in arrivo. Ma lo potremo usare anche negli eventi aziendali? Ecco quello che abbiamo scoperto… 

Se il riconoscimento facciale sembrava una tecnologia da fantascienza solo fino a qualche anno fa ora è tra gli “strumenti” più usati nei nostri comportamenti quotidiani. Utilizziamo il riconoscimento facciale per sbloccare in tutta sicurezza il nostro smartphone e ora anche per accedere al profilo Facebook. 

La sicurezza è quindi la parola d’ordine per accelerare tecnologie che di norma avremmo giudicato troppo invasive della nostra privacy. Se la notizia che la Cina si sia dotata di oltre 176 milioni di videocamere di sicurezza su tutto il territorio nazionale, cifra che aumenta del 13% anno su anno (3% il rateo di crescita mondiale), non stupisce che gli aeroporti internazionali siano tra i punti più sorvegliati del pianeta.

Con riconoscimento facciale tempi ridotti di accesso
Con il riconoscimento facciale sarà possibile velocizzare gli accessi riducendo fino a un terzo i tempi necessari.

Riconoscimento facciale: operazioni più veloci

Da metà luglio tutti i passeggeri in arrivo sul territorio francese negli aeroporti di Parigi verranno identificati tramite riconoscimento facciale. L’operazione ridurrà sensibilmente i tempi di sbarco, passando dagli attuali 30 secondi a soli 10 secondi. 

Saranno novanta le postazioni abilitate, favorendo il flusso in uscita di uno degli scali più trafficati al mondo con oltre 110 milioni di passeggeri ogni anno. Più tecnologia, più sicurezza, quindi operazioni più veloci. La formula sembra semplice e immediata. Ma il riconoscimento facciale sarà utilizzato solo per questo? Sembra proprio di no.

Un affare miliardario!

Non molti nei paesi occidentali hanno sentito parlare di Sense Time, una start-up, nata nel 2014 in Cina. Vantando tra i suoi investitori Alibaba, Qualcomm (gigante americano dell’IT) e Dalian Wanda, colosso mondiale del real estate, ha appena raggiunto i 3 miliardi di dollari di finanziamenti. Il suo campo? Facile. Il riconoscimento facciale. Il suo cliente più importante? Scontato. Il governo cinese. 

Sense Time ha avuto accesso a tutti i dati dei cittadini cinesi, consentendo, grazie al riconoscimento facciale, di poter tracciare a breve gli spostamenti dell’intera popolazione. Ha fatto scalpore tra gli addetti della sicurezza mondiale la notizia che un uomo, sospettato di reati economici, sia stato individuato tra una folla di 50 mila persone durante un concerto pop a Nanchang. Il governo cinese stima per questo settore che il volume di affari entro il 2030 sarà di circa 130 miliardi di dollari.

riconoscimento facciale system 2030
Per questo settore il giro di affari entro il 2030 arriverà a 130 miliardi di dollari.

Il futuro è qui

Sempre in Cina, squadre speciali di poliziotti sono già in grado di utilizzare speciali mini telecamere montate sugli occhiali per effettuare screening di massa. Stazioni del metro o ferroviarie anche molto affollate sono terreno di esercitazione per queste nuove tecnologie. Già ora è possibile collegare il volto di un sospetto al suo profilo identificativo e per farlo è bastato inquadrarlo con un semplice movimento della testa. Realtà aumentata e virtuale sono alla base di queste funzioni “poliziesche”. 

La privacy? Qualcosa di ormai superato. Per avere speciali sconti abbiamo fornito i nostri dati identificativi a supermercati, store ed e-commerce. I canali social, smartphone e computer possono riconoscerci mediante il riconoscimento facciale. Non possiamo quindi lamentarci se tra qualche mese verremo riconosciuti per nome e cognome da una vetrina o totem “intelligente” dotato di videocamera. 

riconoscimento facciale marketing
Vetrine digitali e totem “smart”. Basterà fermarsi davanti a una vetrina per essere riconosciuti e raggiunti da offerte e messaggi personalizzati? Sembra proprio di sì.

È il marketing bellezza!

Chiamatelo come preferite biomarketing o marketing emozionale. In ogni caso di tratta di rilevare mediante dispositivi “smart” le nostre reazioni per capire il nostro interesse verso brand e prodotti. La telecamera rileva dal nostro viso stupore, perplessità, interesse. Battiti cardiaci e pulsazioni sono facilmente rilevabili da tecnologie a basso costo. In pochi secondi, saremo riconosciuti, analizzati e la vetrina digitale del negozio cambierà a seconda del nostro umore ed emozioni. Il mondo che ci attende è progettato per riconoscerci e facilitarci la vita quotidiana. Più sicuri, più informati, più veloci. Basta essere consapevoli che la privacy è un lusso che abbiamo perso da tempo. 

cover corporate philantropy

Corporate philanthropy: per crescere e condividere sul territorio

Il corporate philanthropy vuole avere un impatto forte, duraturo nella società in cui opera e, soprattutto, vive. Per un’azienda essere utile alla società non deve essere una vocazione, ma un risultato.

Il corporate philanthropy può essere strategico per una società che voglia consolidare e ampliare la propria posizione sul mercato di riferimento. Improvvisazione e non professionalità nelle scelte non devono essere opzioni disponibili. Occorre quindi formare il management affinché possa scegliere, coerentemente con i valori dell’azienda, questo tipo di attività dal forte impatto sociale (outcome), di reputazione e d’immagine.

Corporate philanthropy: staccare un assegno non è più sufficiente

Applicare in un progetto di progresso sociale l’istinto, la tensione e la passione che anima il proprio business. Questo è in estrema sintesi il segreto per il Give Back to the Comunity”. Anche in questo caso occorre stabilire obbiettivi per stabilire e misurare l’impatto benefico sull’ambiente in cui si va ad operare. Un approccio “aziendale” permette altresì di capire se il progetto può essere replicabile, scalabile in altre realtà e quali risorse dovranno essere impegnate. La verifica, soprattutto per le grandi aziende, è parte integrante dell’attività di corporate philanthropy.

corporate philantropy woman

Una “nuova” filantropia

Una maggiore consapevolezza dei problemi economici, sociali e ambientali spinge i nuovi filantropi, spesso giovanissimi, a investire su progetti a lungo periodo, piuttosto che ad agire tramite semplici donazioni. Sostenibilità è il nuovo paradigma che deve essere portato avanti per avere un reale e duraturo impatto sulla realtà che li circonda. 

Si cercano quindi partnership, si creano networking per far confluire in modo continuato e soprattutto mirato fondi e investimenti. Si arriva addirittura a parlare di venture philanthropy, impact investing e social investment. Tecnologia e innovazione sono strumenti ormai di uso comune anche in questo settore, proprio perché quotidianamente impiegati dalla nuova generazione di filantropi.

Scegliere bene il proprio profilo

Parlando di investimenti economici, di risorse umane e soprattutto di tempo, occorre delineare con precisione quale tipo di impatto si vuole avere sul territorio. Occorre quindi formare il “philanthropy advisor” affinché possa guidare l’azienda nella scelta del migliore modello di intervento. All’advisor il compito di selezionare i partner non-profit con cui collaborare, la scelta degli asset aziendali da coinvolgere e il livello di comunicazione per un eventuale, se richiesto, ritorno d’immagine.   

Possiamo sostanzialmente raggruppare in quattro categorie i principali profili di corporate philanthropy: 

  1. Filantropia con donazioni occasionali. Spesso concentrate per brevi periodi su attività locali.
  2. Filantropia a tema sociale. Può coincidere o meno con il business dell’azienda.
  3. Filantropia con effetto leva. Occasionale, ma utilizza competenze dell’azienda stessa.
  4. Filantropia allineata. Fortemente integrata nell’azienda per motivazioni e spirito sociale.
corporate volunteering
Grazie al corporate volunteering molte aziende effettuano attività di team building anche su territori non nazionali. In questo caso appoggiarsi a società con grande esperienza come Pro-Meet è indispensabile.

Corporate Philanthropy: occorre formazione

Come organizzatore di eventi business e b2b ci capita spesso di occuparci di team building e di corporate volunteering. Nel caso specifico di corporate philanthropy ci piace segnalare una realtà, tutta italiana, che da tempo opera con successo in questo settore. 

Dynamo Academy, fondata nel 2010 ed unica Local Authority italiana di CECP (Committee Encouraging Corporate Philanthropy), propone alle aziende un approccio personalizzato con progetti ispirati al modello della Terapia Ricreativa, la base teorico-operativa usata dallo staff Dynamo nelle attività con i bambini con malattie gravi e croniche ospiti di Dynamo Camp a titolo gratuito.

Dynamo Academy ha avviato un progetto di ricerca in collaborazione con SDA Bocconi. Insieme stanno realizzando Giving in Italy” il primo report di ricerca delle donazioni aziendali, che permetterà ai partecipanti di acquisire uno strumento per sviluppare la strategia sociale d’azienda.

dynamo academy corsi
Alcune delle tematiche di consulenza di Dynamo Academy: gestione e valutazione delle donazioni aziendali, engagement e comunicazione interna, strutturazione organizzativa dell’area dedicata alla filantropia.
hotel svart

Hotel a energia positiva: il primo è in Norvegia

Chi non vorrebbe soggiornare in un hotel da sogno sospeso sulle acque di un fiordo norvegese? Il pregio è che sarà anche in grado di produrre, in modo autonomo, più energia del suo fabbisogno.

L’Hotel Svart che prende il nome dall’omonimo ghiacciaio Svartisen sarà costruito poco al di sopra del Circolo Polare Artico, nel nord della Norvegia. Sarà realizzato dalla studio Snøhetta di Oslo, già vincitore di numerosi premi per la realizzazione di edifici e strutture commerciali a basso impatto energetico. Tra i suoi sostenitori e partner anche il noto tour operator norvegese Artic Adventure of Norway.

Hotel pronto nel 2021

Secondo i piani dei progettisti  l’hotel dovrà essere ultimato entro tre anni e sarà altresì in grado di produrre energia in modo autonomo, utilizzando un impianto geotermico per “scambiare” calore con il sottosuolo. Si tratta di una tecnologia impiegata anche in Italia e che vede il Trentino Alto Adige tra le regioni più attive nella sua regolamentazione e utilizzo. Gli impianti geotermici hanno infatti un impatto quasi nullo sull’ambiente circostante con considerevole riduzione delle emissioni di CO2.

Standard Powerhouse: obbiettivo raggiunto!

La scelta di dotare l’hotel di una struttura circolare è nata dall’analisi del comportamento delle radiazioni solari durante un intero anno. Il posizionamento delle ampie finestre quasi a livello del mare consente anche durante le breve giornate artiche di cattura la massima insolazione. L’uso di materiali a bassa “energia incorporata”, ovvero la quantità di energia necessaria a produrre, trasportare, assemblare e sostituire i prodotti necessari alla costruzione dell’edificio, gli consentirà di conseguire la certificazione allo standard Powerhouse, e sarà la struttura realizzata più nord nel mondo secondo questi importati criteri di sostenibilità ambientale. L’hotel sarà in grado di produrre autonomamente l’energia richiesta al suo funzionamento.

hotel panorama circolare
L’Hotel Svart avrà uno sviluppo circolare consentendo a ogni camera di essere raggiunta dalla luce nei vari momenti della giorno artico.

Parola d’ordine: armonia

L’hotel sarà composto da un ampia struttura circolare posata su lunghe palafitte immerse nel freddo mare del nord. L’impressione dalle immagini del progetto è che la struttura, realizzata in legno e vetro, sia quasi priva di peso, naturalmente illuminata dal sole durante tutta la giornata. Il tetto è ricoperto da pannelli solari prodotti in Norvegia. La struttura portante, sospesa sull’acqua consentirà alle barche e ai numerosi kayak di accedere al vasto bacino interno, quasi una piscina privata per i clienti dell’hotel. Una piattaforma a livello del mare costituirà l’unico punto di attracco e di collegamento con i servizi di trasporto via mare. Una navetta anch’essa a basso impatto ambientale fornirà il trasposto dei clienti dalla cittadina di Bodø. 

Progetto legato alla tradizione

Per la progettazione delle stanze, del ristorante e delle terrazze gli architetti si sono ispirati alla cultura e al vernacolo delle regione, e più precisamente al “fiskehjell” una tipica struttura a forma di “A” che viene impiegata per l’essiccazione del pesce e alla “rorbue”, la casa tradizionale utilizzata dai pescatori per la stagione della pesca. Un progetto innovativo, la salvaguardia dell’ambiente, lo studio delle tradizioni e al contempo l’uso sapiente della tecnologia. Come Pro-Meet non vediamo l’ora di organizzare un evento in questo  meraviglioso contesto!  

hotel svart aurora boreale
In perfetta armonia con la natura circostante. Potremo apprezzare il meraviglioso spettacolo dell’aurora boreale direttamente dalla nostra stanza dell’Hotel Svart.
hotel svart struttura
La tipica struttura a palafitte delle case dei pescatori norvegesi caratterizza l’intero progetto di questo innovativo hotel, inclusa una passerella sospesa sulle onde.