Mese: gennaio 2018

Le motivazioni contano. Sempre.

Tra le varie tipologie di eventi, quelli dedicati alle forza vendita sono sicuramente tra i più delicati. Si tratta spesso di incontri tra professionisti provenienti da paesi o regioni differenti in cui vengono a confrontarsi lingue, abitudini, mentalità anche molto diverse tra loro. Occorre quindi ricreare un ambiente immersivo e allo stesso tempo stimolante che faciliti lo scambio di idee, esperienze e motivazioni.
In modo particolare se il cliente appartiene al mondo del fashion come TiGi, l’evento deve saper trasmettere quell’atmosfera creativa che si respira all’interno del mondo degli hair stylist.

Nuove motivazioni: formare, stimolare, incoraggiare

In accordo con il cliente abbiamo quindi voluto ricreare alcuni elementi caratteristici di un salone TiGi in modo da rafforzare ogni singolo concetto espresso dagli speaker durante le sessioni. Non a caso uno degli slogan del brand è “conoscere le regole per poterle infrangere”. Conoscere quindi l’ambiente in cui lavorano i collaboratori TiGi è estremamente importante per una forza vendita che può sfruttare a proprio vantaggio un’altissima qualità dei propri prodotti, una community internazionale in forte espansione e team creativi ricchi di motivazioni e attenti alla formazione del personale.

ferri mestiere motivazioni
I “ferri del mestiere” di un professionista TiGi. Lavorare con materiali di qualità permette di elevare i propri standard professionali e trovare sempre nuove motivazioni.
sala attrezzata TiGi
Manca solo un volontario per la sedia da barbiere. Qualcuno disponibile? Ok è ancora troppo presto ma a breve la sala sarà piena così come l’attenzione per i nuovi prodotti a catalogo TiGi.

L’attenzione per il cliente…

… passa anche per un lieto risveglio. Per questo motivo abbiamo prenotato solo camere che fossero rivolte a est in modo da svegliare con il bel sole di Roma tutti gli ospiti dell’evento TiGi per l’intera durata del loro soggiorno. Per trovare nuove motivazioni occorre iniziare la giornata con il piede giusto e un raggio di sole. ProMeet fa miracoli quando si parla di problem solving. Sorprendentemente l’Hotel Selene è stata una “base operativa” perfetta, anche grazie alla cucina dello Chef Raffaele Lenti che ci ha deliziato con le sue creazioni, in completa armonia con la creatività del team TiGi. Anche in cucina ci vogliono grandi motivazioni per raggiungere grandi risultati.

pass Raffaele Lenti
Il pass per il paradiso culinario dello Chef Raffaele Lenti.

Il cambiamento: guidarlo o esserne guidati

L’evento TIGi si è concluso con una esplorazione sui temi del cambiamento che abbiamo voluto affidare a Raffaele Ciardulli, un public speaker che innesta la propria attività di consulente, formatore ed ICF Coach su di una lunga esperienza di marketing maturata in strutturate multinazionali (come potrete scoprire nel suo profilo LinkedIn che troverete qui).

Alla fine del suo intervento gli abbiamo posto alcune domanda sui fattori che stanno modificando i rapporti di lavoro all’interno delle aziende. Le sue risposte evidenziano come le aziende che stanno investendo sulla formazione, sul rafforzamento della coesione interna, sulla costruzione di una emotional experience dei Clienti interni, acquisiscano, nel breve tempo, un vantaggio competitivo difficilmente colmabile dai propri concorrenti.

platea attenta
Una platea attenta è un ottimo inizio anche per il più esperto degli speaker.

ProMeetCiardulli, nella sua veste di coach rileva che “cambiare costa fatica, ancor più che soldi. Non cambiare costa di più”. I manager delle aziende italiane sono finalmente pronti al cambiamento?

RC – Cambiare non è una scelta: tutto ciò che ha vita cambia ma il cambiamento può essere subito o affrontato attivamente. Per affrontarlo attivamente, bisogna avere una ”visione”.
Non si può certo generalizzare ma mi sembra che la consapevolezza dell’impossibilità di ingabbiare il tempo negli schemi del passato sia largamente diffusa.
Forse però non sempre c’è la capacità (o il tempo ? o la libertà ?) di immaginare e costruire nuovi canali all’interno dei quali far scorrere il tempo del presente e quello del futuro. Per questo ci vogliono idee chiare ; al management di TiGi non mancano certo.

ProMeet – Smart working e lavoro mobile. Molto deve essere ancora fatto soprattutto in termini di formazione e coaching del management per affrontare queste nuove sfide. Quali sono le principali difficoltà che i manager incontrano in questo profondo cambiamento del mondo del lavoro?

RC – E’ un tabù difficile da far cadere. Io stesso lavoro tanto da casa ma ho qualche resistenza a dirlo ai Clienti. Siamo cresciuti coltivando la differenza tra tempo e luoghi del lavoro e tempi e luoghi del privato. E i “professionisti di successo” erano quelli che sacrificavano il secondo al primo. Ricostruire una nuova armonia tra i tempi ed i luoghi non è semplice. Possiamo fidarci? Possiamo imparare a misurare la qualità dai risultati e non dal tempo impiegato? Possiamo riuscire a mantenere una dose adeguata di socialità anche da remoto ? Anche il tempo/luogo dell’evento è difficile da gestire. Come può essere lavoro se è lontano dai luoghi del lavoro, se è lontano dalla scansione rigida degli orari di lavoro? Il rischio è che, negli eventi, le sessioni di lavoro siano percepite come l’arido intermezzo tra gradevoli momenti di svago.
La soluzione è forse nella progettazione di eventi che siano momenti di rifondazione dell’accordo tra impresa e collaboratori, momenti di valorizzazione di una visione comune, di esplicitazione di un patto che si manifesta in concreti programmi, in pragmatiche azioni.
L’identificazione del tema e la coerenza con il tema di tutte le parti dell’evento (anche quelle di svago) diventa quindi capitale per il successo dell’evento.

speaker Raffaele Ciardulli
Uscire dalla propria comfort zone è obbligatorio per ognuno di noi se vogliamo che qualcosa di magico succeda nella nostra vita professionale… ma vale anche per quella privata. Grazie Ciardulli!

Capitale umano: finalmente torna centrale

ProMeetFinalmente si sta cercando nelle aziende di sviluppare il capitale umano a disposizione. È stata superata la paura che un dipendente formato possa poi più facilmente cambiare posto di lavoro?
RC – Il vero rischio non è quello di perdere bravi collaboratori dopo averli formati, il vero rischio è pagare dipendenti inadeguati per non averli formati. Ma anche questa consapevolezza richiede una visione dell’impresa e del suo valore immateriale che scardini concetti ed abitudini nati negli opifici di due secoli fa. E questo non è facile.

ProMeetI dipendenti delle aziende sono sempre più spesso visti come i primi testimonial dell’azienda medesima, soprattutto sui canali social. I casi più eclatanti sono le pubblicità di Divani&Divani, e quello meno positivo della direttrice di Intesa Sanpaolo. Non è però possibile inventarsi “comunicatori” dalla notte al giorno e i rischi per le aziende possono essere molti. Quale consigli può dare a un’azienda che voglia “formare” il proprio personale in questa direzione?

RC – Ogni Impresa è un sistema di valori in azione. Quali che siano, dal rampantismo neo-yuppista del “Milanese Imbruttito”, al capitalismo umanista dell’artigiano del lusso umbro. Quando questi valori non vengono riconosciuti, non vengono esplicitati, non vengono condivisi nel concreto non vengono agiti con coerenza, è impossibile che vengano efficacemente rappresentati all’esterno da tutti gli attori dell’impresa.
Non si tratta (solo) di tecniche di comunicazione, non si tratta (solo) di “come dirlo”, ma di “cosa sentire” per poterlo raccontare con efficacia. Per riprendere il tema degli eventi, questi possono essere degli eccellenti momenti per fondare o rifondare la coesione aziendale su questi valori comuni.